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Capita
spesso che nelle gare dove si debba percorrere per numerose volte lo
stesso tratto si perda il conto dei giri effettuati.
Succede nel nuoto soprattutto in vasca da 25 metri ma si verifica anche
nella corsa specialmente quando si debba correre in pista.
Quest’ultimo è infatti il caso degli assoluti di combinata-triathlon e
tetrathlon 2005. In quell’occasione si dovevano percorrere i sette giri
e mezzo che sommati totalizzano la distanza di 3000 metri.
In quel caldissimo giorno di maggio a dimenticare il numero di giri già
conclusi fu la giovanissima Francesca Gandolfo. Quest’aneddoto di per sé
non sarebbe degno di nota se non si proseguisse la descrizione. L’atleta
di Asti in testa alla sua batteria pensando di aver finito si ferma un
giro prima, dopo aver dato sfogo ad una superba progressione finale. I
giudici perplessi le fanno notare l’errore. Francesca non solo non si fa
prendere dallo sconforto, per molti uno sbaglio del genere significherebbe
la fine della competizione, ma riparte di gran slancio e si prodiga in un
ultimo giro di pista esaltante. Tutti gli spettatori sono rimasti
increduli dalla velocità, dalla tecnica sopraffina ma soprattutto
dall’impeto della sua azione. Nonostante la distrazione non ebbe
problemi a stravincere la propria batteria.
CdL
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