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Prova
di Coppa del Mondo maschile “Roma 1997”. Una delle ultime edizioni che
è stata ospitata dalla capitale italiana. Al via si presentano come di
consueto 12 atleti di casa più una ventina di avversari stranieri. Il
numero totale dei partecipanti non era altissimo ma di ottima qualità.
Tra gli azzurri al via c’erano tra l’altro i titolatissimi Tiberti,
Toraldo e Fabio Nebuloni. Proprio quest’ultimo non inizia la sua gara
nel migliore dei modi. In qualificazione esordisce con un pessimo 169
nella prova di tiro che lo rilega 16°, ultima posizione valida per
l’accesso in finale. Un nuoto altrettanto brutto non gli fa migliorare
la classifica. Solo con la scherma riesce a guadagnare qualche posizione.
Per centrare l’obiettivo finale deve poi dare sfogo ad una grande corsa,
9’e15”. Superata con grande difficoltà la semifinale, obiettivo
riuscito a gran parte degli azzurri, finalmente riesce a scaricarsi di una
tensione opprimente che non gli aveva permesso di gareggiare al meglio.
Ritorna quindi se stesso e la gara che conta vede un altro Nebuloni.
Inizia con 181 punti sagoma che gli valgono un 11° piazzamento
momentaneo, nella classifica guidata dal rumeno Toader(189). Nella scherma
c’è la svolta. Stravince la prova con 1093 e vola al comando seguito
dal francese Clergeau e dal georgiano Jagorashvili. Nel nuoto, suo punto
debole, limita i danni riuscendo a scendere di un solo posto. La
leadership passa così a Jago, che successivamente con una pessima
equitazione dice addio ad ogni speranza di medaglia. Buona è invece la
prova di Fabio che con sole 46 penalità riprende la leadership generale.
Al via della corsa si presenta con un vantaggio di 26 secondi su Clergeau,
mediocre corridore, e 27 su Adrian Toader discreto specialista della prova
podistica. Nonostante il tentativo di rimonta Nebuloni non ha problemi ad
amministrare il copioso vantaggio. Arriva così al traguardo con 10” di
vantaggio sul rumeno e si abbandona al suo consueto festeggiamento. Nel
tagliare la linea dell’arrivo si piega in un mezzo affondo e con la mani
proiettate verso avanti urla il suo “ SCIAPA’ ”.
CdL
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